Alcuni pareri della critica:
L'impaginazione pittorica scaturita dalla creatività di Massimo Beltramo merita una particolare attenzione per la nitidezza del tratto, per l'ariosità dell'impianto e per la rigorosa quanto felice confluenza di molteplici elementi che, iniziati in forma embrionale in anni lontani, hanno trovato recentemente una marcata concretizzazione visiva, traslata sulla tela con la passione, con la tenacia, con la perseveranza che fanno di un autodidatta una personalità svincolata da condizionamenti accademici e da possibili sudditanze scolastiche.
Beltramo conosce l'incisiva pregnanza del colore e se ne serve con vigile ed intelligente dispiegamento tonale, sia quando propone in tutta la sua spazialità un luminoso campo caratterizzato da accesi girasoli che affiorano in primo piano e contrappuntato da verdi e da azzurri che rapiscono lo sguardo e lo guidano verso orizzonti modulatamente slontanati, sia quando ripropone una scenografia naturale nel silenzio della sua raccolta astrazione dalla convulsa vita quotidiana, sia ancora nel soffermarsi sui dettagli che contraddistinguono un angolo, un borgo, un centro rivierasco nell'elegiaca fragranza di una quiete quasi atemporale.
Affidando al discorso cromatico la stereometria delle sue emozioni commensurate con gli oggetti o con i paesaggi che ha davanti a sé, Massimo Beltramo rende oltremodo gradevole la propria operazione colloquiale in virtù della sincerità e della veridicità degli assunti con cui si cimenta, consegnando ai nostri occhi scomparti di vita reale roridi allo stesso tempo di una decantata ed immediata poeticità.
Giuseppe Nasillo.
E' rimarchevole in Massimo Beltramo la linearità della scelta colloquiale intrapresa e perseguita in ossequio ad una chiara e determinata concezione estetica che vuole la riproposizione figurativa per mezzo dei colori come il godimento di uno status esistenziale nel quale la componente naturale, o paesaggistica che dir si voglia, abbia una funzione ed una specificità prioritarie.
L'eclettica articolazione delle sue tematiche ce lo rivela nondimento un operatore dell'immagine in grado di trasmettere all'osservatore armonia e gradevolezza, sia che si tratti di soggetti ispirati alla realtà contingente, sia che intervengano allocuzioni visive scaturite da una fervida ed altrettanto convincente matrice inventiva.
La diversa e diversificata campionatura alla quale Beltramo affida le proprie sensazioni e le proprie emozioni parte dal presupposto che il colore debba ricoprire sempre e puntualmente il ruolo di protagonista con soluzioni tonali ora screziate, ora marcate, ora fugate, ora affioranti in primo piano, con un indovinato gioco di prospettive mobili che rapiscono lo sguardo e lo guidano in una sorta di gradevole ed appagante evasione dalla mera e scontata quotidianità.
Ci pare di cogliere il suo effettivo intendimento se asseriamo che egli è inoltre intelligentemente attento a focalizzare, di ogni sua composizione, l'atmosfera particolare che la permea e la caratterizza in maniera inconfondibile, con interventi di sussurrata quanto vigilata musicalità lirica in grado di giustificare pienamente il recente riconoscimento assegnatogli a Portovenere nell'annuale Rassegna dedicata alla Giornata della Scienza e della Tecnica che si svolge in quei luoghi della Riviera ligure che Massimo Beltramo ha collocato più volte al centro dei propri interessi artistici, come fanno fede gli scorci di Vernazza o di Camogli, cui potremmo accostare, per pari resa stilistica, taluni scenari esotici o delle suggestioni crepuscolari con luminescenze umbratili, ameni campi inondati di fiori unitamente ad essenzializzate nature silenti, vivificate da assortiti frutti della terra.
Ettore Parmeggiani.
In tempi di sperimentazioni estetiche spesso viziate da pretestuose improvvisazioni prive o, comunque, carenti degli imprescindibili presupposti di validità o di credibilità per quanto concerne i contenuti e le argomentazioni, Massimo Beltramo ha scelto di condurre un'operazioni pittorica rimanendo nell'ambito dell'espressione figurativa, caratterizzandola e personalizzandola con misurate valutazioni di volta in volta modulate secondo le atmosfere naturali, urbane o intimistiche, in piena sintonia con la propria marcata carica emotiva, e potremmo aggiungere riflessiva, che le accompagna.
Allocati in scenografie amabilmente supportate da cromie ora tenui, ora squillanti, i suoi scomparti pittorici spaziano lungo una gamma molto ampia e variata, dando vita e forma a visioni prospetticamente aerate e armonicamente strutturate, vuoi dal punto di vista grafico, vuoi da quello ancora più impegnativo e determinante che coinvolge la gestione equilibrata ed intelligente del colore.
Dalle focalizzate località geografiche che respirano di una luce tutta particolare (e pensiamo alle tele di "Camogli", di "Vernazza", o di "Bussana vista da Arma") all'opulenza dei fiori che dominano certi primi piani esplodenti di solarità; dalle combinazioni arboree che giocano la loro presenza tra pianori festosi e montagne sinusoidalmente mobili sulle linee di fondo alla concentrata essenzializzazione di una natura silente con frutta in un interno deliberatamente spoglio, Beltramo offre di sé un diagramma inventivo ed esecutivo oltremodo vigilato ed irrorato da una gioiosità tonale che comunica all'osservatore sensazioni di pacatezza, di quiete, di riscoperta sintonia con un mondo dove aleggia, quasi signoreggiando da padrone, il silenzio.
Se talune composizioni ci parlano di siti esotici o quantomeno non usuali nella consueta nomenclatura paesaggistica, altre strutturazioni come "Ascensione al Colle del Vento", "La primavera", "Il casale", "Alba pedemontana" suscitano stati d'animo nelle quali si percepisce quasi il profumo alpestre, rupestre ed ancor più floreale che da quegli angoli di mondo si leva verso di noi.
E se da tali itinerari di verdeggiante fragranza spostiamo l'attenzioni a quadri nei quali la commistioni tra luci ed ombre é conseguita con l'intervento di una buona dose di poesia, non possiamo non cogliere la significanza lirica di una pagina suggestiva indorata da un crepuscolo dalle piacevoli screziature, sulle quali si profilano gli spogli rami che fanno da corollario al caseggiato di cui é emblematicamente rappresentativa l'opera "La sera" nel rapimento quasi mistico di un momento che non é solo descrittivo, ma denota una ben individuabile valenza spirituale.
Livio Germani.
copyright 2005 Massimo Beltramo - this page updated 01.11.2008